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Non ho neppure la gioia convulsa e impellente di raccontare di te. Non mi resta che dimenticare e inventare. In fondo questo è sempre stato il mio rifugio. Sapessi come sto bene sono nascosta dentro le parole, sotto le lenzuola e ben coperta dalle trapunte soffici di frasi che mi fanno da cuscino, dove affondo il viso e piango tutte le lacrime, con un lamento come se stessero rigirando un sottile ago acuminato, lo hanno infilzato nello sterno e il cuore si è ammutolito, che stupido animale senza cervello, si gonfia e batte come una campana ritmata. Eccolo là, il campanile della chiesa, alto, serio e compunto con la sua croce sul cucuzzolo e quella chiesa goffa, tutto intorno e il santuario di Sant’Alberto che poi non ricordo, ma cosa aveva fatto di miracolo? Zitto, zitto! Guardami! Sono laggiù sul piazzale, davanti casa di Luisa!…Sono quella bimbetta con la vestina giallo canarino, a nido d’ ape …Che profumo lo senti? E’ misto alla sabbia, è in tutto il piazzale e i fiori dei tigli!
Luisa è carina, ha i codini con i pallini colorati e la sua mamma, la Bice, glieli pettina con il pettine bagnato, poi le infila il grembiule bianco, e le fa il fiocco più bello di tutte le bambine della scuola. Eccola la scuola, proprio dall'altra parte del piazzale, dopo la scalinata della chiesa. Lo vedi l'ingresso, il portone di legno verde, con le scale che scendono, una grande aula, c'eravamo tutti dentro, tutti: piccoli e grandi, tutte le età dall'asilo alla quinta, insieme a quei capretti che arrivavano dalle case alte, su per la collina. Quelli erano i figli di chi aveva tanta terra e le mucche. Avevo capito che erano ricchi e potevano fare come volevano, anche non venire a scuola se gli piaceva. Io avevo mal di pancia prima di entrare, mi sentivo male tutte le mattine, ma non c'era altro che una scodella di latte e solo l' odore mi rivoltava. Il nonno diceva che era perché ero stata cresciuta a latte di capra e quello era di mucca. Cosa facevo li davanti casa di Luisa?Mi chiedevo: ‘ Ma come sono fatte le mamme, cosa fanno loro nelle case?’ Sapevo solo che facevano dei fiocchi bellissimi, se non c'era nonna, le dita del nonno non erano frettolose e precise erano rozze e sgarbate e il mio fiocco era tutto stropicciato e storto.Dove andava tutte le mattine, così da lasciarmi con quelle dita e quella scodella? Sapevo che prendeva la corriera, partiva per la città, partiva dal piazzale, c'era tutto in quel piazzale anche quel prete bassettino, un fringuello con gli occhiali che ci chiamava a raccolta a pregare e noi andavamo di corsa perché ci riempiva di dolci e cioccorini tutte le tasche dei grembiuli, poi le preghiere erano sempre le stesse, dovevo solo ripetere il finale forte:’ Amen!’
E tutti poi uscivamo correndo come ci avessero liberato da un serraglio. Un giorno vidi che il pretino si avvicinava a Renato, Renato delle Case Rosse, quelle in fondo alla valle dove c'era la cava. Lo teneva in un modo strano e lo carezzava …poi Renato si divincolò e forse lo morsicò tanto che il pretino si mise a gridare e non era un fringuello, era come una gallina. Il padre di Renato era uno della cava, un uomo grande che doveva piegarsi per passare dalle porte, da quel giorno lo accompagnava lui a scuola e lo aspettava all’uscita.Quell anno, lo ricordo, Renato non venne più a catechismo, dicevano che era perché quelli delle Case Rosse erano comunisti. Poi pensai di seguirla. La nonna.
Si alzava presto che c'era tutta la nebbia io
m' infilai dietro, il cancello non lo chiudeva e io la seguii. Quando si voltò e mi vide, stava per rispedirmi indietro, poi, mi accolse dentro al suo cappottino stinto e mi scompigliò i capelli.
Il mio primo viaggio in corriera, felice facevo ciondolare i piedi che non toccavano terra, seduta sul sedile e guardavo la nonna che parlava al controllore che conosceva.
“E adesso che fai ? La porti con te al lavoro?”
“E che devo fare?Spero solo che la padrona non si arrabbi”
Fu il viaggio più bello, arrivammo a Genova e c'era il mare, una casa tutta specchi con una cucina grande come tutta la scuola!
E lì mangiai la colazione migliore della mia vita, niente scodella di latte, dolcetti e torte di creme, mentre la nonna si era fatta bella, si era cambiata in un camerino come le attrici, sembrava una principessa, aveva persino una coroncina in testa!